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CONOSCIAMOCI: “PIACERE BIANCHI!”

DOVE CI TROVIAMO

Marsala, punta occidentale della Sicilia. Una terra che ha legato il suo nome al vino. Il sole, la mitezza del luogo, la bellezza del paesaggio, stregano Leone Bianchi, armatore toscano, che dopo aver fornito per anni con il miglior Marsala i porti del nord Italia, decide di trasferirsi, nel 1950,  proprio in questa parte della Sicilia e produrre anche lui del vino.

Un’attività nuova, un nuovo mondo, nuove relazioni e nuove scoperte, un territorio vocato alla produzione di uva e alla produzione di un vino unico e irripetibile, il Marsala.

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UN PO’ DELLA NOSTRA STORIA

Leone in una prima fase acquistò uno stabilimento lungo la linea ferrata, per trasportare le merci con i vagoni ferroviari di sua proprietà ma ben presto spinto dal suo intuito e dal suo fiuto e alla luce dei cambiamenti repentini e dell’ingente richiesta di vino proveniente dalla Sicilia cambiò strategia.
Per questa nuova avventura, da vero pioniere quale era , “ u Liune “ , come lo chiamavano i marsalesi , scelse dunque  una sede che identificasse fortemente il suo carattere e che fosse vicino al porto per organizzare meglio la logistica e la consegna del vino attraverso navi vinaccere di proprietà .
E fu cosi che Leone corona il suo sogno ed entra nella storia di un luogo unico acquisendo dalla famiglia Cinzano parte  dello splendido baglio Woodhouse.

Questo luogo,  ancora oggi sede di Bianchi,  appartenne alla famosa famiglia inglese dei Woodhouse, quella che, nel diciottesimo secolo, aveva cominciato la produzione del Marsala, esportandolo in tutto il mondo.

Leone e John Woodhouse , per certi aspetti, ebbero delle affinità: entrambi non erano Marsalesi , entrambi si innamorarono del vino Marsala e di Marsala,  entrambi operarono in questo stabilimento vicino al Mare, per entrambi l’alcool fu un fattore caratterizzante della loro avventura imprenditoriale.
Ben presto Leone si trasformò da commerciante di vino Marsala in fornitore di alcol per i produttori di vino marsala , inaugurando il primo impianto di distillazione della Sicilia occidentale nel 1955 e proseguendo l’attività di trasporto del vino tramite navi proprie.
E risale a quegli anni il progetto, a firma dell’Ing Giustolisi, di costruzione di 3 silos vinari, alti 24 metri, e destinati allo stoccaggio delle grandi masse di vino.
Con Giuseppe figlio di Leone, contemporaneamente all’ampliamento dell’impresa armatoriale che giunse a possedere 5 navi vinacciere e più di 100 persone tra impiegati di terra e di bordo, continuò la produzione di grappe e spirits che venivano venduti in nord Italia in quantitativi importanti e a seguito della distillazione del vino venne prodotto anche il primo brandy siciliano, venduto ad importanti aziende di levatura nazionale.

Leone e John Woodhouse , per certi aspetti, ebbero delle affinità: entrambi non erano Marsalesi , entrambi si innamorarono del vino Marsala e di Marsala,  entrambi operarono in questo stabilimento vicino al Mare, per entrambi l’alcool fu un fattore caratterizzante della loro avventura imprenditoriale.
Ben presto Leone si trasformò da commerciante di vino Marsala in fornitore di alcol per i produttori di vino marsala , inaugurando il primo impianto di distillazione della Sicilia occidentale nel 1955 e proseguendo l’attività di trasporto del vino tramite navi proprie.
E risale a quegli anni il progetto, a firma dell’Ing Giustolisi, di costruzione di 3 silos vinari, alti 24 metri, e destinati allo stoccaggio delle grandi masse di vino.
Con Giuseppe figlio di Leone, contemporaneamente all’ampliamento dell’impresa armatoriale che giunse a possedere 5 navi vinacciere e più di 100 persone tra impiegati di terra e di bordo, continuò la produzione di grappe e spirits che venivano venduti in nord Italia in quantitativi importanti e a seguito della distillazione del vino venne prodotto anche il primo brandy siciliano, venduto ad importanti aziende di levatura nazionale.

DALL’ARMAMENTO ALL’IMBOTTIGLIAMENTO

DALL’ARMAMENTO ALL’IMBOTTIGLIAMENTO

Nel 2006 Claudio figlio di Giuseppe avvia una nuova fase aziendale, legata ad un desiderio profondo sognato nel tempo , quello di racchiudere e trasmettere, attraverso una bottiglia, tutta l’esperienza maturata negli anni.
Il baglio, oggi parzialmente ristrutturato dalla famiglia Bianchi, è sede dell’opificio di trasformazione dell’impianto di imbottigliamento, delle barricaie, dello stoccaggio dei distillati e liquori, dell’elegante punto vendita dove è possibile degustare i preziosi prodotti dell’azienda e del Mu.LE.B. Museo che racconta la storia dell’azienda e del suo fondatore.
Claudio riesce a ritagliarsi uno spazio ed un ruolo grazie alla sua volontà e curiosità e grazie all’esperienza conseguita anni addietro a seguito di una breve collaborazione tecnica e commerciale con la Famiglia Averna e con il famoso maestro distillatore Roberto Castagner.
Collegandosi all’attività storicamente svolta di produzione di spirits, imbottiglia per la prima volta distillati e liquori di eccellenza a marchio Bianchi ed ottiene anche, per la prima volta nella storia siciliana, il riconoscimento di due importanti indicazioni geografiche protette: Grappa di Sicilia e Grappa di Marsala.
Nascono, nell’opificio di trasformazione, ricavato all’interno del baglio Woodhouse, l’inconfondibile Amaro Segesta, un insieme di essenze siciliane a 33 ° realizzato secondo una ricetta artigianale ed originale dell’alchimista Enot. Vito Giannone,  il pregiato Brandy Extra old, imbottigliato per la prima volta nel 2008 e che proveniente da una antica riserva del nonno Leone, e ancora  la Grappa del Fondatore “ Leone Bianchi “ un distillato che unisce due territori in cui è nato e vissuto  Leone e la Grappa ArteMarsala affinata in botti ex vino Marsala.

“SOSTENIBILMENTE CI SOSTENIAMO , CON IL LAVORO DI OGNI GIORNO”

Ormai giunti alla quarta generazione le Cantine Bianchi rappresentano un punto di riferimento nel settore della liquoristica e dei distillati ed operano ed investono secondo criteri ESG (Environmental, Social, Governance) il che significa costruire un portafoglio di investiment misurando fattori ambientali, sociali e di governance. Il concetto di sostenibilità ha fatto registrare una profonda evoluzione che, partendo da una visione centrata preminentemente sugli aspetti ecologici, è approdata verso un significato più globale, che tenesse conto, oltre che della dimensione ambientale, di quella economica e di quella sociale. I tre pilastri sono stati comunque considerati in un rapporto sinergico e sistemico e, combinati tra loro in diversa misura, sono stati impiegati per giungere a una definizione di progresso e di benessere che superasse in qualche modo le tradizionali misure della ricchezza e della crescita economica basate sul Pil.

La nostra azienda pur non avendo nessun obbligo in merito si sta adoperando concretamente con dei progetti in parte realizzati e in parte in corso di realizzazione. Le sfide che il mondo deve affrontare sono grandi ed il ruolo che la finanza sostenibile si pone è investire in strumenti con l’intenzione di generare sia un ritorno finanziario sia un impatto ambientale e sociale positivo, concreto e misurabile. Se con Il Mu.LE.B. ( Museo Leone Bianchi ) , il restauro conservativo delle Torri, la produzione del GinSale ( Gin al sale marino )  e la creazione di uno spazio sportivo abbiamo ottemperato ad alcuni dei punti cardine della sostenibilità dal punto di vista dell’ambiente abbiamo fatto ancora di più.
La nostra azienda, infatti,  per scelta è oggi un opificio di trasformazione,  abbiamo dato in outsourcing la produzione di alcune materie prime attivando una collaborazione in partnership con le più importanti realtà italiane ed europee.  Questa scelta è stata ben ponderata ed aveva lo scopo, raggiunto,  di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale che una realtà industriale genera in un ambito cittadino. Il sito di trasformazione e distillazione delle vinacce nasce grazie ad una lunga e storica collaborazione della famiglia Bianchi con una delle più grandi realtà di produzione di grappa in Italia.

“SOSTENIBILMENTE CI SOSTENIAMO , CON IL LAVORO DI OGNI GIRONO”

Ormai giunti alla quarta generazione le Cantine Bianchi rappresentano un punto di riferimento nel settore della liquoristica e dei distillati ed operano ed investono secondo criteri ESG (Environmental, Social, Governance) il che significa costruire un portafoglio di investiment misurando fattori ambientali, sociali e di governance. Il concetto di sostenibilità ha fatto registrare una profonda evoluzione che, partendo da una visione centrata preminentemente sugli aspetti ecologici, è approdata verso un significato più globale, che tenesse conto, oltre che della dimensione ambientale, di quella economica e di quella sociale. I tre pilastri sono stati comunque considerati in un rapporto sinergico e sistemico e, combinati tra loro in diversa misura, sono stati impiegati per giungere a una definizione di progresso e di benessere che superasse in qualche modo le tradizionali misure della ricchezza e della crescita economica basate sul Pil.
La nostra azienda pur non avendo nessun obbligo in merito si sta adoperando concretamente con dei progetti in parte realizzati e in parte in corso di realizzazione. Le sfide che il mondo deve affrontare sono grandi ed il ruolo che la finanza sostenibile si pone è investire in strumenti con l’intenzione di generare sia un ritorno finanziario sia un impatto ambientale e sociale positivo, concreto e misurabile. Se con Il Mu.LE.B. ( Museo Leone Bianchi ) , il restauro conservativo delle Torri, la produzione del GinSale ( Gin al sale marino )  e la creazione di uno spazio sportivo abbiamo ottemperato ad alcuni dei punti cardine della sostenibilità dal punto di vista dell’ambiente abbiamo fatto ancora di più.
La nostra azienda, infatti,  per scelta è oggi un opificio di trasformazione,  abbiamo dato in outsourcing la produzione di alcune materie prime attivando una collaborazione in partnership con le più importanti realtà italiane ed europee.  Questa scelta è stata ben ponderata ed aveva lo scopo, raggiunto,  di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale che una realtà industriale genera in un ambito cittadino. Il sito di trasformazione e distillazione delle vinacce nasce grazie ad una lunga e storica collaborazione della famiglia Bianchi con una delle più grandi realtà di produzione di grappa in Italia.

 

COME ARRIVA LA GRAPPA AL TUO BICCHIERE?

I sottoprodotti dell’uva (Vinaccie e fecce), sono  accuratamente selezionati  sotto l’attenta supervisione del nostro enologo Martinico,  e vengono lavorate utilizzando prevalentemente impianti di distillazione in continuo.
Quest’ultimo è un processo di lavorazione veloce (l’immissione della vinaccia nella caldaia avviene senza interruzione) con una maggior resa e soprattutto in grado di garantire l’ottenimento di acquaviti nobili, pulite e completamente esenti da profumi poco gradevoli.
L’acquavite di vinaccia prodotta viene trasferita a Marsala nelle storiche cantine e viene conservata in serbatoi di acciaio per le grappe giovani mentre le grappe affinate, invecchiate e stravecchie vengono conservate in barili di legno usati e già profumati provenienti (per la maggior parte dei casi) dall’industria del vino Marsala. L’acquavite viene tagliata con acqua demineralizzata e un’aggiunta di massimo 20 gr. al litro di saccarosio al fine di ottenere una gradazione alcolica finale di 40% / 45% vol., viene quindi stabilizzata con un processo di refrigerazione e filtrata per renderla cristallina Dopo 15/20 giorni utili per l’amalgamarsi dei sapori e degli odori, la grappa è pronta per l’imbottigliamento. Per le grappe aromatiche si utilizza invece l’alambicco discontinuo a bagnomaria (la caldaia è riempita di vinaccia orni qual volta inizia la distillazione). Queste particolari grappe sono utilizzate per arricchire e impreziosire, mediante taglio, la produzione che facciamo con gli impianti continui.

COME ARRIVA LA GRAPPA AL TUO BICCHIERE?

I sottoprodotti dell’uva (Vinaccie e fecce), sono  accuratamente selezionati  sotto l’attenta supervisione del nostro enologo Martinico,  e vengono lavorate utilizzando prevalentemente impianti di distillazione in continuo.
Quest’ultimo è un processo di lavorazione veloce (l’immissione della vinaccia nella caldaia avviene senza interruzione) con una maggior resa e soprattutto in grado di garantire l’ottenimento di acquaviti nobili, pulite e completamente esenti da profumi poco gradevoli.
L’acquavite di vinaccia prodotta viene trasferita a Marsala nelle storiche cantine e viene conservata in serbatoi di acciaio per le grappe giovani mentre le grappe affinate, invecchiate e stravecchie vengono conservate in barili di legno usati e già profumati provenienti (per la maggior parte dei casi) dall’industria del vino Marsala. L’acquavite viene tagliata con acqua demineralizzata e un’aggiunta di massimo 20 gr. al litro di saccarosio al fine di ottenere una gradazione alcolica finale di 40% / 45% vol., viene quindi stabilizzata con un processo di refrigerazione e filtrata per renderla cristallina Dopo 15/20 giorni utili per l’amalgamarsi dei sapori e degli odori, la grappa è pronta per l’imbottigliamento. Per le grappe aromatiche si utilizza invece l’alambicco discontinuo a bagnomaria (la caldaia è riempita di vinaccia orni qual volta inizia la distillazione). Queste particolari grappe sono utilizzate per arricchire e impreziosire, mediante taglio, la produzione che facciamo con gli impianti continui.

LE TORRI SILOS OGGI

In disuso ormai da diversi anni, oggi , nell’ambito del progetto Mu.Le.B. abbiamo avviato un processo di restyling finalizzato al recupero conservativo delle stesse.
Il progetto prevede  la possibilità  per il visitatore di salire sulle torri, esempio originale di architettura industriale anni 50, e  ammirare, da 24 metri di altezza,  un panorama unico a strapiombo sul mare da cui fare uno scatto fotografico unico ed  inimitabile.
Le torri, infatti, rappresentano il 3°edificio più alto della città dopo il Grattacielo e la Cupola della Chiesa Madre.

Dato il particolare e privilegiato affaccio panoramico sul porticciolo turistico e sul porto, le torri, imponenti nello sky-line dell’accesso al porto di Marsala e simbolo dell’economia del vino, sembrano porgere il benvenuto ai turisti che numerosi arrivano dal mare.

LE TORRI SILOS OGGI

In disuso ormai da diversi anni, oggi , nell’ambito del progetto Mu.Le.B. abbiamo avviato un processo di restyling finalizzato al recupero conservativo delle stesse.
Il progetto prevede  la possibilità  per il visitatore di salire sulle torri, esempio originale di architettura industriale anni 50, e  ammirare, da 24 metri di altezza,  un panorama unico a strapiombo sul mare da cui fare uno scatto fotografico unico ed  inimitabile.
Le torri, infatti, rappresentano il 3°edificio più alto della città dopo il Grattacielo e la Cupola della Chiesa Madre.

Dato il particolare e privilegiato affaccio panoramico sul porticciolo turistico e sul porto, le torri, imponenti nello sky-line dell’accesso al porto di Marsala e simbolo dell’economia del vino, sembrano porgere il benvenuto ai turisti che numerosi arrivano dal mare.

“Sognavo una bottiglia che contenesse la nostra storia e suscitasse apprezzamento ed emozione.

Sognavo di mantenere vivo un patrimonio di competenze, sicilianità autentica e genius loci

– Claudio Bianchi

LA NOSTRA STORIA

  • 1940/1948

    1940/1948

    Leone Bianchi produceva il Marsala a Sarzana per la Marina Militare di La Spezia;

  • 1950

    1950

    Leone Bianchi si trasferisce a Marsala (a seguito della nascita della famosa D.O.C.)  e fonda la Leone Bianchi & Figlio;

  • 1961

    1961

    La Leone Bianchi & Figlio acquista dagli armatori “Costa”  la motocisterna “Pino B.”, quest’ultima comincia immediatamente a navigare facendo la spola tra Marsala e Genova per trasportare il vino;

  • 1965/1970

    1965/1970

    Mentre Leone Bianchi opera nello stabilimento di Marsala, Pino Bianchi si trasferisce a Genova e prende in concessione demaniale i silos vinicoli del porto ove si smistano i vini provenienti dalla Sicilia;


    Pino Bianchi crea nel porto di Genova un deposito di alcool in fusti di lamierino per fornire alcool e grappe (prodotte a marsala) ai liquorifici del nord Italia, si occupa inoltre di seguire ed ampliare l’attività di armamento e i mercati di vini, alcoli, acquaviti, brandy e grappe. I tre mercati più importanti erano : Verona (il lunedì), Asti (il mercoledì) e Milano (il venerdì).

     

  • 1965

    1965

    Viene inaugurato il primo impianto artigianale di distillazione per la produzione di alcoli, grappe ed acquaviti (la cui prima produzione fu venduta alla Florio per la nascita del Brandy Florio);

  • 1978

    1978

    Viene acquistata la motocisterna “Leone B.” tra le più grandi navi vinacciere del mediterraneo con la portata di 1.923.700 litri di vino;

  • 1975/1980

    1975/1980

    Ampliamento impianto di distillazione necessario per smaltire , su richiesta della comunità europea e a seguito delle forti pressioni della regione sicilia e delle cantine sociali, forti eccedenze di vino;

  • 2006

    2006

    Nasce la Giuseppe Bianchi Distillati continuità storica di una famiglia legata al mondo del vino, del marsala, degli spirits e dei liquori e patrimonio imprenditoriale della Sicilia che ha puntato, per la nascita delle proprie imprese, sul coraggio e sulla qualità.
    La società ha per oggetto la produzione e l’imbottigliamento per proprio conto e per conto di terzi di liquori, distillati, grappe, vini liquorosi e vini marsala e si inserisce nel segmento dei distillati in bottiglia e dei liquori di eccellenza.

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