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Lo sapevi che… La storia della Grappa è molto più antica di quel che si crede?

Gen 13, 2024 | storia

Molto probabilmente la distillazione vera e propria che da vita alla grappa si diffuse nel quattordicesimo o quindicesimo secolo a cura di tale Enrico di Ser Everardo da Cividale del Friuli.

Costui nel testamento lasciò in eredità un alambicco per la distillazione di acquavite anche se il testo non è mai stato reso pubblico e, quindi, non si hanno prove certe riguardo questo aneddoto.

Scavando ulteriormente tra le centinaia di ricostruzioni possibili circa la storia della grappa emerge anche che questa divenne un liquore da bere solamente durante il sedicesimo secolo, a seguito della scoperta degli alambicchi con refrigerazione ad acqua di qualche tempo prima.

Difatti attraverso questo metodo era possibile produrre maggiori quantità di acquavite mediante la liquefazione dei vapori.

Dal medicamento alla grappa da bere

Una testimonianza più certa e verificata è quella che risale al 1813, quando fu perfezionata la colonna di distillazione grazie alla quale si ottimizzava il procedimento di fermentazione che, fino ad allora, seguiva rigorosamente quanto imposto dalle regole dei Gesuiti a partire dal 1600.

Quindi inizialmente la grappa era un distillato povero, considerato poco più di una medicina e che circolava principalmente tra i contadini piemontesi, veneti e trentini. Si distillavano le bucce degli acini d’uva che venivano separate dal mosto o dal vino stesso per dare avvio alla fermentazione alcolica.

Non essendo un distillato “pregiato” si narra di come i ceti abbienti scartassero ciò che restava dalla distillazione del vino, cioè bucce, semi e raspi d’uva fermentata.


Questi scarti venivano impiegati per la distillazione dell’acquavite con diversi metodi piuttosto grezzi e si andava ad ottenere una bevanda forte e bruciante, dal tono secco e sgradevole.

La grappa era ruvida ma infondeva coraggio

La sua forza venne riconosciuta durate la prima guerra mondiale da cui deriva una testimonianza legata proprio al Monte Grappa. Difatti gli Alpini erano soliti berla per trovare la forza ed il coraggio di affrontare i rischi del conflitto dato che provocava un’ubriachezza tale da smuovere anche gli animi più timorosi.

È dal secondo dopoguerra che la grappa comincia ad acquisire una posizione di maggior rilievo in società, quando le persone vissero un forte cambiamento delle condizioni economiche e sociali. La guerra era ormai passata e la vita cominciava ad essere meno grama per cui il modo di bere acquisì il connotato di “attività piacevole” con cui intrattenere una serata o un pasto in compagnia.

L’evoluzione della grappa culminerà con l’emanazione del Decreto n. 5389 a cura del Ministero delle Politiche Agricole in attuazione del Regolamento Comunitario n. 110/2008, che stabilì nel 2011 che la Grappa è l’acquavite di vinacce ricavate da uve prodotte esclusivamente in Italia e lavorate solamente in distillerie situate sul suolo italiano.

Il distillato può esporre sull’etichetta anche la denominazione dei vini DOC, IGT, DOCG quando viene prodotta da vinacce che provengono da vini di un certo tipo.

Infine la grappa è il risultato di una distillazione che è variata molto nel corso dei secoli e che l’ha portata ad essere oggi un distillato di grande pregio, protetto e acclamato da degustatori e appassionati provenienti da ogni parte del mondo.

Adesso conosci la vera storia di un distillato di altissimo valore e dal sapore tutto italiano!

E se vorrai, ti aspettiamo qui alle Cantine Bianchi per degustare insieme un bel calice di grappa.